Caro direttore, Trump su Papa Leone l'ha sparata grossa e dimostra di non essere all'altezza del ruolo che occupa. Ma il suo vice Vance che dice che la Chiesa e il Papa dovrebbero occuparsi di morale, proprio tutti i torti non ce li ha. Non crede?
Paolo Costan
Padova
Caro lettore, no, non credo. Anzi penso che il vice presidente americano Vance abbia detto una solenne sciocchezza. Ma le sue parole si inseriscono in una lunga tradizione che ha visto spesso la politica, a sinistra come a destra, avere un atteggiamento non solo sbagliato, ma ipocrita e opportunista nei confronti delle prese di posizione di esponenti ecclesiali. Comprese quelle del Papa.
Quando su taluni temi (penso per esempio all'accoglienza ai migranti, al fine vita o all'interruzione di gravidanza) le posizioni della Chiesa o di suoi autorevoli esponenti, coincidono con le loro convinzioni, i politici applaudono, le citano e le sottolineano, insomma le fanno proprie per dare più forza alla propria linea politica, sperando magari di catturare (o illudendosi di catturare) il consenso del cosiddetto elettorato cattolico. Quando invece la Chiesa o i suo pastori esprimono posizioni che contrastano con il programma di un partito o l'azione di un'amministrazione, scatta l'accusa di ingerenza e l'invito più o meno perentorio a non entrare in campi che non le competono ed occuparsi solo di questioni di fede o di morale.










