Il valore delle imprese storiche italiane continua a crescere, anche se a velocità diverse nel Paese. Il fatturato complessivo ha raggiunto 93,6 miliardi di euro nel 2025, con la Lombardia che ha coperto il 49,1% del totale, cioè 46 miliardi. Significa nove volte il dato di tutto il Sud (Isole comprese), che si ferma a 4,8 miliardi. O quasi cinquanta volte rispetto a quello del Lazio.

Si tratta delle aziende titolari di Marchio storico, rilasciato dal ministero delle Imprese. Lo scorso marzo sono diventate mille e per questo, ieri, l’associazione Marchi storici d’Italia ha presentato un rapporto con i dettagli sul giro d’affari. La giornata, d’altronde, era dedicata al Made in Italy, con centinaia di eventi organizzati nel Paese. I Marchi storici sono «un pezzo fondamentale di quell’identità che ci viene riconosciuta nel mondo» per la premier Giorgia Meloni - intervenuta in videomessaggio - e sono «un grande motore economico del Paese» secondo il ministro Adolfo Urso.

Fenomeno in crescita

In generale, il fenomeno è in crescita. Dall’introduzione del Registro del 2020, quasi 200 imprese hanno presentato domanda ogni anno. Il numero di occupati, così, ha superato quota 360mila unità. Dallo studio emerge la prevalenza del manifatturiero, che vale l’88% delle imprese storiche, e in particolare dell’agroalimentare. Le aziende del settore hanno fatturato 53,7 miliardi. La maggior parte (il 61%) è arrivato da prodotti agricoli e alimentari. Poi, un quarto (circa 13 miliardi) da vini e spiriti. Infine, il resto è stato diviso tra aziende di caffè (8%) e di acqua e bevande (5%).