Ahmed Shihab-Eldin, 41 anni, giornalista palestinese-kuwaitiano vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali, insegna storytelling e comunicazione all'UniBa dall'autunno 2025. O almeno lo ha fatto sino a fine febbraio scorso. Il 2 marzo, durante una visita alla famiglia nel suo paese d'origine, è scomparso dalla scena pubblica. Da oltre un mese si trova in custodia nelle carceri kuwaitiane, con un accesso al proprio legale definito "estremamente limitato" dal Committee to protect journalists (Cpj), l'organizzazione internazionale per la libertà di stampa che ha lanciato l'allarme sul suo caso.

A dare notizia del suo arresto è stata Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi occupati. Il Cpj ha poi ricostruito la vicenda: Shihab-Eldin è stato fermato il 2 marzo mentre si trovava in Kuwait per far visita alla famiglia. Tra i contenuti che avrebbe pubblicato sui social, secondo l'organizzazione, ci sarebbe un video geolocalizzato — già verificato dalla Cnn e circolante online — che mostrava lo schianto di un caccia statunitense nei pressi di una base americana in territorio kuwaitiano.

Le imputazioni ufficiali non sono mai state rese pubbliche. Il Cpj parla di “diffusione di notizie false”, “danno alla sicurezza nazionale” e “abuso del cellulare”. Ma a rendere il caso ancora più grave sarebbe una circostanza procedurale: il procedimento è stato trasferito dai tribunali civili ordinari a una corte speciale per la sicurezza nazionale, un organismo che opererebbe con regole molto più simili a quelle di un tribunale militare, come racconta Il Manifesto.