«Non potete entrare». Ieri mattina gli agenti della brigata finanziaria e anticorruzione (Bfac) della polizia giudiziaria di Parigi si sono presentati all’Eliseo per effettuare una perquisizione nel quadro di un’inchiesta per favoritismo, conflitto di interessi, corruzione e traffico di influenze incentrata sull’assegnazione di alcuni appalti pubblici relativi, tra le altre cose, all’organizzazione di cerimonie al Pantheon da parte del Centro dei musei nazionali (Cmn). Ma non sono stati autorizzati ad accedere all’interno del palazzo presidenziale, situato nella centralissima rue du Faubourg Saint-Honoré. I collaboratori del capo dello Stato francese, Emmanuel Macron, hanno invocato l’articolo 67 della Costituzione che sancisce «l’inviolabilità dei locali della presidenza della Repubblica» per giustificare il rifiuto. L’entourage di Macron ha confermato che gli inquirenti si sono presentati all’Eliseo, precisando che è stato loro comunicato che le informazioni riguardanti i collaboratori presidenziali, ma non correlate alle attività del presidente, sarebbero state fornite su richiesta, senza fornire ulteriori spiegazioni.

FRANCIA, ODIO ROSSO: MACRONISTI PENTITI DEL MINUTO DI SILENZIO PER IL GIOVANE DI DESTRA