Le pressioni e i timori per ulteriori rincari delle bollette di luce e gas e dei carburanti spingono Matteo Salvini a ipotizzare con il collega Giancarlo Giorgetti “soluzioni” per famiglie e imprese tra cui “il blocco del conto delle bollette”, cioè fermare gli aumenti scattati dal 27 febbraio, al pre-guerra in Iran “per tutto il 2026”.

Benzina e gasolio

Stessa cosa per benzina e gasolio. Azzerare gli aumenti è roba da decine di miliardi di euro, ed è la strada che scelse il governo nel 2022-2023 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina che ’costò’ intorno ai 90 miliardi, ricorda il presidente di Nomisma energia Davide Tabarelli secondo cui si tratta dunque di “tagliare le tasse e aumentare il debito pubblico”.

Patto di stabilità

Quindi derogare al Patto di Stabilità su cui al momento Ursula von der Leyen ha posto il veto. Ma “la situazione economica per milioni di italiani rischia di diventare sempre più complicata” rincara il leader leghista, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e lo urla in Europa: l’Ue “a noi chiede rigore” ma “la situazione è delicata. O Bruxelles se ne accorge, o la sveglia gliela suoniamo noi” avverte intervistato da Rtl. “Se si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità, bene così. Altrimenti - aggiunge - saremo costretti a procedere da soli, e voglio vedere se qualcuno aprirà un’infrazione se oseremo aiutare le imprese e le famiglie italiane in difficoltà visto l’aumento del costo dell’energia”.