“Il potere può inebriare, e far perdere l’equilibrio”. Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale ottanta studenti delle scuole di giornalismo, solidarizza con il Papa, e senza mai nominarlo, attacca Trump. “Se i potenti facessero uso di autoironia il mondo ne trarrebbe giovamento”.

Al termine di un discorso sul ruolo della stampa Mattarella ha aggiunto una postilla sul violentissimo affondo del presidente Usa nei confronti del Pontefice: “Venendo qui dal mio studio ho letto le agenzie sul messaggio di Papa Leone all’Accademia delle scienze: un messaggio splendido sul potere che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza nei confronti del Papa che il mondo deve nutrire. Un messaggio che mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. “Leggetelo!” è stata l’esortazione rivolta ai suoi ospiti.

Poi ha raccontato che anni fa, all’inizio del suo mandato, uno studente gli chiese come facesse a resistere alla tentazione del potere. E la risposta è una risposta a Trump, la cui dismisura sta mettendo in pericolo il mondo. “Vi sono due antidoti – ha ricordato Mattarella – la divisione dei potere, da un lato, e dall’altro la propria coscienza individuale”. E lì ha aggiunto il ricorso all’autoironia come argine egolatrico.