La forma è sostanza, la comunicazione ormai pure di più. Ecco perché può capitare che a raccontare il nuovo corso della città siano (anche) un titolo, un logo, una nuova idea. Per festeggiare il primo 25 aprile alla guida dell’amministrazione, il Comune a guida centrosinistra fa delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione «qualcosa di nuovo»: – è la sintesi – cinque giorni di festival diffuso per la città per raccontare la Resistenza con «tutti i linguaggi che possano parlare di memoria». Le cerimonie istituzionali e i podcast dal vivo, i concerti in piazza e i reading teatrali.

Tutto insieme riunito praticamente sotto lo stesso cappello, rappresentato dal logo di “Eraora”, il lato più culturale del cartellone: una stella rossa a comporre i petali del fiore del partigiano. «Vogliamo che il 25 aprile venga associato a Genova come avviene per il Primo maggio a Roma – lancia la corsa il consigliere delegato ai grandi eventi, Lorenzo Garzarelli – La nostra città è medaglia d’oro per la Resistenza, la storia vale un punto di riferimento nazionale».

Finita la stagione della contrapposizione tra la celebrazione della Liberazione e la “Festa della bandiera” istituita dall’ex sindaco Marco Bucci («C’è spazio per tutto, si farà anche quest’anno, l’importante è cercare di non cancellare niente», sibilava ieri la sindaca Silvia Salis), del resto pare inedita fino a un certo punto l’idea di un festival diffuso per festeggiare il 25 aprile ma effettivamente tutto nuovo lo spirito dell’organizzazione.