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L'ex premier non vuole dimettersi per farsi sentire. La causa "girata" all'amico legale

Chi ha paura delle verità nascoste della pandemia? Giuseppe Conte ha chiamato a tarda notte Mario Giordano a Fuori dal Coro per smentire le ricostruzioni sulla gestione dell'emergenza Covid e il mercato delle mascherine ancora pieno di opacità. Un clamoroso autogol. La balla ("Voglio essere audito in commissione Covid" di cui fa parte "ma non mi fanno parlare") è prontamente smentita dal presidente Fdi Marco Lisei, che in un video lo incastra: "Se si dimette può essere ascoltato", dice l'esponente meloniano in una delle otto sedute a Palazzo San Macuto in cui il leader M5s era presente, su 112 incontri. "Non ho intenzione di farlo", è la replica.

Perché a tarda notte l'ex premier ha sentito l'esigenza di telefonare? Aveva bisogno di distrarre gli ascoltatori da un servizio di pochi minuti prima sul whistleblower Miguel Martina, il funzionario che per primo avrebbe denunciato ai suoi e al governo con un whatsapp al sottosegretario a Palazzo Chigi Riccardo Fraccaro il rischio di importare dispositivi di protezione farlocchi, pericolosi per la salute, con certificazioni artefatte e che per questo è stato "congelato", senza deleghe né accessi e minacciato. Fraccaro non disse nulla a Palazzo Chigi per non intralciare i pm, ma mise a rischio la nostra salute.