«Viviamo un momento in cui la veloce evoluzione tecnologica rappresenta, per varie branche, tra cui Cardiologia e Oncologia, una rivoluzione. Accade con la Medicina nucleare, testimone di una tecnologia che diventa cura». Maria Luisa De Rimini, da decenni in campo al Monaldi dove ha diretto il dipartimento dei servizi diagnostici, sarà protagonista giovedì (dalle 14.30) e venerdì degli Stati generali della disciplina all’hotel Royal-Continental.
Professoressa De Rimini, lei presiede la Società italiana di Medicina nucleare: diagnosi e anche terapia, in che senso?
«Abbiamo a che fare con un chiaro modello di medicina di precisione, un cambiamento che ha rivoluzionato la gestione della malattia. Significa disporre da un lato di diagnosi molto precoci e accurate, dall’altro di terapie mirate su specifici bersagli molecolari. Penso ai tumori».
Approccio innovativo.
«È alla base della cosiddetta “teranostica”, l’ulteriore potenzialità tecnologica che utilizza l’imaging per guidare una terapia mirata a colpire il bersaglio biologico della malattia. In poche parole, la specificità della teranostica è tale perché indirizza il trattamento a svolgere un effetto “tumoricida” mirato sulle cellule neoplastiche, risparmiando quelle sane. La grande svolta si identifica nello sviluppo di nuovi radiofarmaci che permettono di studiare una mole sempre più grande di bersagli biologici. Insomma, rendono “visibile l’invisibile”».







