Informatici, scrittori, scienziati, registi, attori, economisti, visionari. Sono più di 300 gli ospiti provenienti da tutto il mondo, che dal 15 al 19 aprile animano gli appuntamenti di Biennale Tecnologia.
Si riuniscono al Politecnico, motore della kermesse, e in una ventina di altre sedi cittadine, con il delicato compito evidenziato dal tema di quest’anno, fornire “Soluzioni”. Tema che nasce da un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo? Le grandi sfide e trasformazioni del nostro tempo, quelle digitali e tecnologiche certo, ma anche ambientali, sociali, culturali vengono affrontate con l’intento di fornire risposte condivise e applicabili. Per farlo si è voluto costruire un grande spazio di incontro aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile. Solo attraverso sguardi diversi e contaminazioni è possibile scandagliare l’impatto delle tecnologie nei diversi ambiti della quotidianità. E solo grazie a un approccio interdisciplinare è possibile fornire risposte articolate, suggestioni e stimoli, che ci aiutino a orientarci.
Per dare risposte articolate a domande complesse, il curatore di Biennale Tecnologia Guido Saracco, che si è anche dedicato ad approfondire il tema dell’impatto dell’IA, ha coinvolto i co-curatori Simone Arcagni, impegnato a sondare il rapporto tra cultura e tecnologia; Federico Bomba di Sineglossa, che ha cura le mostre Framing Problems e Dati Sensibili, e il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche, che ha costruito una serie di incontri trasversali. Ad aprire questo viaggio affascinante, mercoledì 15 alle 17, nell’Aula Magna del Politecnico, è la lectio magistralis del fisico Alessandro Vespignani, che ruota attorno a una delle sfide centrali legate all’innovazione: “La co-evoluzione di esseri umani e intelligenza artificiale” riflette sull’influenza reciproca tra uomo e IA e le nostre scelte alimentano gli algoritmi, ma a loro volta gli algoritmi orientano preferenze e visioni del mondo.






