Milano, 13 apr. (askanews) – Federauto ritiene indispensabile aprire una stagione di “profonda revisione” dell’assetto regolamentare relativo alla transizione tecnologica del settore automotive, partendo dalla definizione di un impianto normativo costruito sulla base della coerenza tecnica e metodologica, oltre che di neutralità tecnologica. E’ quanto emerge dal Position Paper di Federauto illustrato dal presidente Massimo Artusi al convegno La parola al mercato
Per Federauto occorre revisionare l’approccio metodologico sul calcolo della CO2 superando il dogma del calcolo delle emissioni allo scarico, modificando sia la proposta di regolamento per i Ldv (auto, suv e furgoni) presentato dalla Commissione Ue lo scorso 16 dicembre nel quadro dell’Automotive Package, che il Regolamento attualmente in vigore per i veicoli pesanti (Hdv), rispettando rigorosamente il principio della neutralità tecnologica, con meccanismi che considerino “zero emission” (o “low emission”) tutti i veicoli alimentati da renewable fuels, oltre a quelli elettrici e a idrogeno.
Nel dettaglio, Federauto chiede di contrarre dal 90 al 75% il target di riduzione delle emissioni di CO2 al 2035 per le auto e al 60% per i veicoli commerciali leggeri, con un target intermedio al 2030 rispettivamente del 40% e del 30%. Riconoscere fin da subito (e non a partire dal 2035) la funzione strategica di tutti i carburanti renewable Fuel (biocarburanti, biometano, bio-Gnl, bioliquidi, combustibili da biomassa, combustibili sintetici etc) e riconoscerli come carbon neutral fuel (Cnf). Introdurre una nuova classe di veicoli a emissioni zero (Zev) che comprenda quelli alimentati con Cnf. Necessario anche sospendere le modifiche all’utility factor dei veicoli plug-in e rivedere i target C02 anche per i mezzi pesanti (Hdv).






