Nei guai un motociclista di 36 anni inseguito e fermato sull’A10 dopo un lungo inseguimento tra le auto in coda. I giudici convalidano l’arresto

La polizia stradale ha arrestato un motociclista che non si è fermato all'alt

Genova – Per beffare gli autovelox e correre a tutta velocità in autostrada con la sua supermoto, aveva clonato con un pezzo di cartone la targa del mezzo. Un escamotage, però, che non è servito a ingannare la polizia stradale che, proprio domenica pomeriggio, sull’A10, all’altezza del casello di Pegli, lo ha fermato. O meglio, ha cercato di farlo, perché il centauro, alla vista dei lampeggianti della polizia e della paletta che gli intimava l’alt, ha accelerato a tutta velocità, forte di quella targa clonata che, ipotizzava, lo mettesse al riparo da ogni possibilità di identificazione.

Eppure, dopo un inseguimento lungo parecchi chilometri, tra le auto ferme in coda e le corsie ridotte per i lavori, il motociclista è stato fermato dagli agenti all’altezza del casello di Genova Aeroporto. E per lui i guai sono solo cominciati. Fino a qualche mese fa se la sarebbe cavata con una denuncia a piede libero. Non oggi, però. Perché, in virtù del nuovo decreto sicurezza, che prevede l’inasprimento delle pene per chi fugge ai controlli della polizia, il motociclista è stato arrestato. Si tratta della prima applicazione in Liguria del nuovo decreto; gli stessi inquirenti ipotizzano sia la prima anche in Italia.