«Orchestra rock microtonale dadaista pitagorico-cubista», si definiscono gli Angine de Poitrine. In realtà sono in due, e chiamare rock la loro musica è un’approssimazione molto vaga. Dietro le maschere di Khn e Klek de Poitrine si celano in realtà due musicisti canadesi originari di Saguenay, nel Québec, che suonano insieme da quando avevano tredici anni. Il progetto, però, è nato ufficialmente nel 2019, con Vol. I, un disco passato ampiamente inosservato. È appena uscito il secondo, intitolato ovviamente Vol. II, ma intanto i due fratelli sono diventati fenomeni social: una performance live per la radio statunitense KEXP è arrivata a 7 milioni di visualizzazioni su YouTube, mentre Instagram e TikTok sono pieni di commenti, meme, cover, impressioni di ascolto.
L'estetica della band è un elemento centrale e inscindibile dalla proposta musicale: look in bianco e nero con pois che ricoprono ogni cosa, dagli strumenti allo sfondo, fino agli stessi musicisti. Khn suona scalzo con la pelle bianca a pois neri, Klek ha le braccia nere a pois bianchi; entrambi indossano maschere assurde con nasi lunghi e penzolanti che richiamano il cinema di Fritz Lang e il dadaismo. «Le maschere e l’anonimato sono nati dall’idea di evitare che la gente confondesse la proposta con quella di altri gruppi di cui facciamo parte», dice Klek: la band avrebbe dovuto suonare due volte nello stesso locale in una sola settimana e gli organizzatori temevano che il pubblico se ne accorgesse. Come già con i Residents o i Daft Punk (o, da noi, con Liberato e i Tre Allegri Ragazzi Morti), non avere volto non significa però rinunciare all’identità, che anzi qui diventa pure linguistica: dal vivo i due parlano una lingua inventata, fatta di suoni bizzarri e sgradevoli, che i sottotitoli - quando ci sono - rendono con molta libertà.








