Ameno di 24 ore dall’omicidio di Enzo Ambrosino la procura di Varese con i carabinieri del comando provinciale locale ritengono di aver individuato il responsabile. Gli investigatori dell’Arma, su delega del pm Marialina Contaldo, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto per il cinquantenne che avrebbe sferrato la coltellata mortale al trentenne nella rissa avvenuta sotto casa della vittima a Induno Olona, in provincia di Varese. Le indagini hanno ricostruito anche il potenziale movente. Alla base della violenta rissa scoppiata in via Porro vi sarebbe una questione economica, legata ad un debito di poche centinaia di euro tra Ambrosino e uno dei figli del cinquantenne.
Già nei giorni scorsi c’erano state accese liti tra i due giovani. Nella notte tra venerdì e sabato Ambrosino stava rientrava a casa dal vicino comune di Porto Ceresio, dove aveva festeggiato il compleanno di uno dei due figli piccoli, quando si è ritrovato di fronte i familiari del gruppo rivale. Il trentenne in sella a uno scooter è stato urtato e fatto cadere a terra da un’auto nera su cui erano a bordo in quattro. A quel punto sarebbero saltati addosso al trentenne. Le urla non hanno svegliato solo i residenti della strada, ma anche il padre di Ambrosino che abita in una casa di corte adiacente a quella del figlio. L’uomo ha provato a difendere il trentenne. A rimanere gravemente feriti sono stati anche due degli aggressori: il cinquantenne e uno dei figli di 27 anni, ricoverati rispettivamente all’ospedale Niguarda di Milano e al Sant’Anna di Como. Forse colpiti dallo stesso Ambrosino, che girava armato per il timore di subire un imminente agguato.










