Da quasi mille giorni Perr Schuurs non gioca una partita di calcio e da oltre due mesi non è più un giocatore del Toro, ma per il mondo granata e per gli appassionati di pallone la sua storia è ben scolpita nella mente. Per questo le parole del difensore olandese hanno colpito duramente, visto come Schuurs ha rotto un silenzio durato due anni e mezzo per raccontare tutto quel che ha patito per colpa di quell’infortunio al ginocchio sinistro che gli ha rovinato la carriera e anche un pezzo di vita. «Sono passato dal momento migliore – racconta il 26enne centrale in una lunga e intensa intervista al quotidiano olandese De Telegraaf - al baratro più profondo, uno di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Si manifestava con crisi di pianto e una rabbia enorme. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: dormi bene e spero di non svegliarmi più».
La depressione ha colpito Schuurs, che ha cercato di trovare una soluzione per tornare a giocare dopo la rottura del legamento crociato in Toro-Inter del 21 ottobre 2023. Un infortunio di campo contro la squadra che lo voleva ingaggiare, quasi un beffardo scherzo del destino, ma da quel giorno l’olandese non è più tornato. Operazioni, riabilitazioni, consulti di ogni tipo e percorsi di recupero hanno scandito questo tempo infinito, fino alla decisione di sciogliere il contratto con il Toro lo scorso 6 febbraio per tornare nei suoi Paesi Bassi e provare a ripartire da zero. «Il mio contratto è stato risolto – spiega Schuurs che in granata ha collezionato 42 presenze con 2 gol segnati - perché il club ha scelto di incassare i soldi dell’assicurazione: era un loro pieno diritto. A parte il fatto che all’epoca ha scelto di non cedermi all’Inter, il Torino si è sempre comportato bene con me. Mi hanno continuato a pagare lo stipendio per due anni, mentre dopo sei mesi avrebbero dovuto pagare solo la metà. Torino resterà sempre casa mia: il club e i tifosi mi sono stati vicini anche nei momenti peggiori».






