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Ultimo aggiornamento: 6:03
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La storia si fa coi piedi. Era il titolo di una compilazione di lettere dal centro storico di Genova con la prefazione dell’amico Marco Aime. Da allora sono stati ancora loro, i piedi, ad orientare il mio soggiorno nel Niger. I piedi dei migranti, rifugiati, sfollati, richiedenti asilo, viandanti, contadini, detenuti e comuni passanti senza meta. Piedi rammendati dal vento e dalla polvere che sanno più cose di quanto le scarpe o i sandali hanno saputo custodire malgrado il tempo che, spesso, cammina invece per conto suo.






