La mitica spallata, gli ultimi sondaggi, non l’hanno vista arrivare. Due settimane dopo il trionfo del “No” al referendum sulla giustizia, con fiumi di retorica sulla Generazione Gaza e sul popolo dell’astensione che è tornato a votare con la sinistra, i numeri delle rilevazioni raccontano un’altra storia. E cioè che il campo largo è meno vicino a Palazzo Chigi di quanto credono i compagni. L’eccitazione dovuta al risultato del 22-23 marzo sta illudendo infatti il fronte composto da Pd-M5S-Avs-Iv-+Europa di aver ormai chiuso la pratica. Basta sentire il tono dei commenti di ieri in Parlamento dopo il discorso del premier. Gonfia il petto il decano dem Gianni Cuperlo: «Meloni ha scambiato il discorso dell’insediamento con quello del congedo».

E la segretaria Elly Schlein, in un crescendo rossiniano: «Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione. Non vi preoccupate, vi accontenteremo». Non è da meno Giuseppe Conte, che dopo la piroetta sulla Russia e l’incontro con l’emissario di Trump in Italia, ieri ha pronunciato con voce stentorea il seguente proclama: «Presidente Meloni, la smetta con le menzogne e con la propaganda.

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