Prima di diventare uno dei volti più amati del cinema, da Star Wars a Indiana Jones, Harrison Ford ha attraversato una fase di profondo malessere. Un periodo di isolamento e depressione che lui stesso, oggi, descrive senza filtri.
A raccontarlo è stato l’attore in un’intervista ripresa da Page Six, citando una sua partecipazione dell’attore al podcast “Awards Chatter” di The Hollywood Reporter. Ford ha ricordato gli anni del college a Ripon, nel Wisconsin, come un momento di chiusura totale: “Mi alzavo dal letto, andavo al telefono, ordinavo una pizza e poi tornavo a sdraiarmi finché non arrivava. La mangiavo, lasciavo i cartoni in un angolo e mi rimettevo a dormire”. Una routine ripetitiva, un isolamento quasi completo. Uscire dalla stanza era un’eccezione, e anche frequentare le lezioni diventava impossibile: “Le rare volte che andavo a lezione, arrivavo fino alla porta dell’edificio, la toccavo e poi mi giravo e tornavo indietro“. Il racconto si fa ancora più esplicito quando prova a dare un nome a quello stato: “Ero più che depresso. Penso proprio che fossi malato. Socialmente malato, psicologicamente non stavo bene”.
La svolta: “Ho trovato il mio posto tra chi racconta storie”
A cambiare il corso delle cose è stato quasi un caso. Per cercare di migliorare una media accademica troppo bassa, Ford si iscrive a un corso di teatro, senza sapere davvero cosa aspettarsi. Non solo studio dei testi, ma recitazione. Un terreno completamente nuovo: “Mi ha sorpreso scoprire che quelle persone, che consideravo un po’ strani e fuori posto, erano in realtà tra le più interessanti che avessi mai conosciuto”, ha spiegato. “Facevano qualcosa che non avevo capito: raccontavano la vita. E quei racconti erano illuminanti, alcuni straordinari nella loro capacità di capire il comportamento umano”. È lì che arriva il cambio di prospettiva: “Credo di aver semplicemente trovato il mio posto tra chi racconta storie. È stata la narrazione a darmi un punto di riferimento, la possibilità di pensare a qualcosa e farne parte, insieme ad altre persone”.






