CONEGLIANO (TREVISO) - Droga comprata via Whatsapp e pagata in bitcoin da studenti minorenni. Succede a Conegliano, dove due ragazzi di 17 anni, entrambi italiani, sono stati fermati dal nucleo di polizia economica della guardia di finanza dopo la fine delle lezioni. Gli investigatori sapevano quale fosse il contenuto delle spedizioni a loro indirizzate e hanno teso loro una trappola al momento della consegna, sempre con l’obiettivo di intercettare un traffico invisibile di stupefacenti che si muove online e interessa specialmente gli adolescenti a totale insaputa dei genitori (come in questo caso).

L’obiettivo e le quantità sequestrate indicano che il fine dei ragazzi era quello di rivendere lo stupefacente, presumibilmente a scuola. Per rifornirsi di quel materiale, avevano effettuato una transazione in bitcoin, come spesso richiesto dai siti di questo tipo all’estero per evitare i controlli delle forze dell’ordine. Per quest’aggravante entrambi sono stati denunciati alla Procura dei minori.

I due studenti si sono accordati con il venditore per l’acquisto di marijuana su un sistema di messaggistica istantanea. Spesso questo genere di fornitori di “nuova generazione”, che operano principalmente dall’Est Europa, dall’Olanda e dalla Spagna, chiedono un pagamento in bitcoin in modo da rendere difficilmente tracciabile la transazione. E così è stato fatto dai due studenti, che hanno “messo nel carrello” un etto e mezzo di marijuana, in questo caso in arrivo dalla Repubblica Ceca.