Le strade di solito caotiche di Islamabad oggi hanno un volto spettrale: il centro della capitale pakistana è scivolato in un silenzio irreale, rotto soltanto dal passaggio dei blindati e dai passi cadenzati dei circa 10.000 uomini tra soldati, cecchini sui tetti, poliziotti e unità paramilitari dispiegati dal governo.

La città è letteralmente blindata, trasformata in una gigantesca "zona rossa", invalicabile per un raggio di tre chilometri attorno al lussuoso hotel Serena, blindatissimo quartier generale che ospiterà quello che appare come uno dei negoziati più difficili e cruciali degli ultimi decenni: il tentativo di dialogo tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell'Iran per cercare di spegnere le fiamme della guerra in Medio Oriente.

Le autorità hanno proclamato due giorni di festa, per spingere gli abitanti a lasciare la città, costruita a tavolino negli anni 60 per diventare il cuore burocratico del Pakistan. Nonostante i preparativi visibili, i funzionari sono rimasti sulle loro, rifiutandosi di condividere dettagli ufficiali o di interagire con i media sull'agenda. "Mantengono il riserbo, citando preoccupazioni di sicurezza e il desiderio di consentire ai funzionari iraniani e statunitensi di condurre i negoziati", ha dichiarato all'ANSA Zia ur Rehman, ricercatore e analista, spiegando che "a meno di 24 ore dall'inizio dei colloqui, sappiamo ancora molto poco su come si svolgeranno".