La portano a fare la toeletta, come tante altre volte. Dora si lascia coccolare, si fa bella, forse scodinzola anche un po’. È una di quelle giornate leggere, normali, di quelle che per un cane significano solo una cosa: poi si torna a casa. Ma quella volta, no. Quando tutto finisce, nessuno viene più a prenderla.
Dal bagno al rifugio, senza capire perché
Dora viene lasciata in un rifugio subito dopo la toelettatura. Senza spiegazioni, senza un ritorno. Rimane lì, ferma, in piedi. Aspetta. Non piange, non si agita. Semplicemente guarda verso l’ingresso, come se da un momento all’altro qualcuno dovesse riapparire. Come fanno i cani che non sanno ancora di essere stati abbandonati. E in quel gesto silenzioso c’è tutta la sua storia.
Bella, dolce… ma “non abbastanza”
Dora ha circa un anno e mezzo, pesa una decina di chili ed è una cagnolina affettuosa, delicata, sempre curata. Ha quel modo di fare gentile che conquista subito. Eppure, per lei, le porte si aprono e si richiudono continuamente. Più volte qualcuno si è interessato ad adottarla. Sembrava fatta. Poi, all’improvviso, tutto si fermava. Il motivo è uno di quelli che fanno più male: molti pensavano fosse di razza. Quando scoprivano che era meticcia, cambiavano idea. Come se l’amore avesse bisogno di un’etichetta.






