Elia Del Grande comparirà venerdì 10 aprile davanti al Gip del tribunale di Varese Marcello Buffa per l'interrogatorio di convalida dopo l'arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e il fermo notificato per la rapina a una donna di 70 anni nel corso della sua ennesima fuga terminata nel Varesotto.
Aggredita e picchiata al cimitero di Lentate, la donna è stata anche rapinata delle chiavi della Fiat 500 utilizzata da Del Grande scappato dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo) dove doveva restare per un altro anno, dopo aver già scontato 26 anni e 4 mesi per aver sterminato la sua famiglia il 7 gennaio del 1998.
Fu definita 'la strage dei fornai', l'attività di famiglia era infatti la gestione di un forno a Cadrezzate, e il 50enne assassinò padre, madre e fratello "rei" ai suoi occhi di opporsi al suo matrimonio con la donna di cui all'epoca era innamorato.
Ieri nella caserma dei Carabinieri di Gallarate dopo l'arresto non ha detto una parola ma ha anzi chiuso gli occhi fingendo di sonnecchiare. Non è la prima volta che si trova in una situazione del genere, visto il tentativo di evasione mentre era detenuto in carcere a Pavia e la fuga dalla casa lavoro nel modenese nella quale era ristretto sino al 30 ottobre scorso.












