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Le denunce gemelle di due imprenditori sull'avvocato Di Donna dello studio Alpa. Fdi: "Spieghi e si dimetta". La sinistra: storie vecchie

"Sono Winston Wolf e risolvo problemi", diceva Harvey Keitel a Quentin Tarantino in Pulp Fiction. Durante il Covid questo ruolo di "risolutore" l'avrebbe avuto l'avvocato Luca Di Donna, sodale di studio dell'allora premier Giuseppe Conte e del di lui mentore Guido Alpa. A dirlo davanti alla commissione Covid sono stati due imprenditori che avrebbero voluto aiutare il Paese a fronteggiare l'emergenza mascherine. A loro, il collega di Conte avrebbe sostanzialmente detto "ci penso io con la struttura commissariale", diretta da Domenico Arcuri. In cambio ci sarebbe stata una fetta degli appalti, il 10% circa, mascherata - è il caso di dirlo - da una fantomatica consulenza. "Fatti gravissimi, il premier spieghi", chiedono i capigruppo Fdi di Camera e Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan e i commissari Antonella Zedda e Alice Buonguerrieri.