ltro che mindfulness, detox digitale e weekend offline. A volte, basta accogliere un animale trovato per far crollare la scenografia della vita civile e ricordarci che oltre il diktat degli orari, dalle mail e dalle nevrosi metropolitane, esiste ancora un mondo da scoprire. Su questa linea si muovono due libri, Un cane alla mia tavola di Claudie Hunzinger (Einaudi, tr. Anna D’Elia) e Io e la lepre diChloe Dalton (Neri Pozza, tr. Marinella Magrì). Il primo è un romanzo, il secondo un memoir nato da una storia vera, ma entrambi partono dallo stesso inciampo decisivo: un animale che irrompe nella vita di una persona e la costringe a rallentare, a misurarsi con una realtà ben più antica, ancestrale Io e la lepre ha una premessa attuale. Una consulente politica abituata all’adrenalina e alle crisi da gestire, si ritira in campagna e un giorno, sul sentiero trova un leprotto abbandonato. Le delicate illustrazioni di Denise Nestor, presenti nell’edizione originale, potrebbero far pensare a un libro di natura per ragazzi, a un quadretto pastorale; in realtà, nella prosa dell’esordiente Dalton, il brusco passaggio da Londra al fango, dal linguaggio strategico alla concretezza di un corpo selvatico da salvare, non assumi i tratti della favoletta morale.
Gli animali ridisegnano il confine tra uomo e natura | Libero Quotidiano.it
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