“Una città non è solo ciò che costruisce. È ciò che sceglie di essere. Per questo non si parlava del passato, ma del presente e del futuro: dire che il nome di Benito Mussolini non può essere associato all’onore di una comunità democratica. Non è un simbolo. È una linea di confine. E ieri sera il Consiglio comunale l’ha tracciata. Carpi è una città antifascista. E esserlo è una scelta, ogni giorno". Così il sindaco di Carpi Riccardo Righi annuncia la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel 1924. La delibera approvata dal Consiglio comunale era stata proposta dall’unico consigliere di Forza Italia: il centrosinistra ha votato sì, mentre Lega e Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto: centrodestra spaccato, dunque.

La scelta di revocare l'onorificenza è stata assunta in occasione dell’80° anniversario delle prime elezioni nel territorio e "sottolineando - si legge nel provvedimento del sindaco Riccardo Righi - la riaffermazione consapevole dei valori fondanti della Repubblica e della democrazia anche locale dopo il ventennio fascista". A Carpi, "nella città in cui è sorto il Campo di Fossoli, il principale campo di concentramento per ebrei e dissidenti politici su territorio italiano, questo era un atto dovuto”.