Dalle cliniche svizzere, agli Emirati, dagli chalet sulle Alpi fino alle tenute di amici facoltosi in Toscana. Sarah Ferguson è in fuga costante da mesi e l’unico posto dove sarà ormai impossibile avvistarla, a meno di imprevisti, sono gli Stati Uniti. La ex duchessa di York, alla quale è stata persino revocata l’onorificenza della città a nord dell’Inghilterra che non vuole più essere associata a lei, avrebbe chiesto aiuto a chiunque, amici ed ex fidanzati, pur di far perdere le sue tracce. La sua fuga è iniziata lo scorso autunno, quando re Carlo III l’ha sfrattata insieme all’ex marito, con il quale condivideva da anni le trenta stanze reali del Royal Lodge di Windsor. Da quel momento si sarebbe persino dotata di tre diversi telefoni cellulari per centellinare e diversificare le sue comunicazioni e cercare di sparire nell’oblio. Da tempo, infatti, il deputato democratico, Suhas Subramanyam, sta dando voce alle numerose richieste di chiamare Fergie a testimoniare al congresso americano per contribuire alla raccolta di prove contro il suo caro amico Jeffrey Epstein. Da lei, come da tutti coloro che avevano una stretta relazione con il faccendiere pedofilo, ci si aspettano “informazioni rilevanti”, soprattutto considerando l’intensità della loro assidua frequentazione andata avanti per anni a suon di inviti tra l’Inghilterra e l’America e continue richieste di soldi all’indirizzo di lui. Sarah Ferguson era persino arrivata a chiedergli di sposarla.