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Da Dreher, che è andato a vivere lì, a Pappin, che insegna politica estera: Ungheria avamposto del conservatorismo

La visita di JD Vance a Budapest pochi giorni prima delle elezioni ungheresi che si terranno domenica non è né casuale né improvvisata ma frutto di un lavoro profondo tra il mondo conservatore magiaro e quello statunitense. Sarebbe infatti riduttivo limitare il rapporto tra Viktor Orbán e Donald Trump a una semplice affinità ideologica tra due leader di destra poiché, alla base delle loro relazioni, c'è un vero e proprio ecosistema culturale, ancor prima che politico, che si è sviluppato negli ultimi anni. A costruirlo è una fitta rete di think tank, fondazioni, eventi che ha reso Budapest la capitale della destra americana in Europa. Negli ultimi anni non solo alcune delle principali figure del mondo conservatore americano sono state ospiti delle realtà vicine a Orbán ma alcuni nomi di rilievo si sono trasferiti dagli Stati Uniti all'Ungheria.