TREVISO - Partono i corsi di guida per le persone con la patente che hanno superato i 65 anni. I primi si terranno a fine aprile dall’hinterland di Treviso. La Provincia sta lavorando con le autoscuole. Si punta ad andare a parlare nei centri per anziani, nei circoli, agli incontri delle università della terza età e così via. La scia di sangue purtroppo non si ferma. Tra Pasqua e Pasquetta hanno perso la vita 4 trevigiani tra i 56 e i 74 anni. E nel 2025 il 40% delle 36 vittime sulle strade della Marca aveva più di 65 anni. «Un segnale che abbiamo colto, rafforzando le azioni di sensibilizzazione verso le fasce più fragili attraverso una convenzione con Usl e centro studi amministrativi della Marca Trevigiana - spiega Marco Donadel, presidente della Provincia - permetterà di realizzare corsi specifici per cittadini più anziani, lezioni nelle scuole superiori (5mila studenti sono stati coinvolti nel progetto Sos Guida Sicura), e le attività del Tavolo per la sicurezza stradale».
Cosa si può dire a chi ha la patente ormai da più di mezzo secolo? «Ci sarà un ripasso delle norme di base per circolare. Con un focus sulle rotatorie, che spesso vengono vissute come un problema - precisa Annalisa Ferrarini della segreteria nazionale di Unasca, l’unione delle autoscuole - ma si parlerà anche delle cinture di sicurezza e dei sistemi per i bambini. Così come del caschetto in bici e dei nuovi sistemi di assistenza alla guida, che spesso vengono spenti ma in realtà sono utili. Dovrebbe esserci un aggiornamento periodico». Il quadro è complesso. La popolazione destinata a invecchiare ulteriormente. A volta capita che i figli si rivolgano alle autoscuole chiedendo che non venga rinnovata la patente ai genitori. «L’età non è un problema in assoluto per la guida. Dipende dalle condizioni di ogni persona: ridotta mobilità, riflessi rallentati, farmaci, patologie e così via - specifica Ferrarini - e la decisione spetta sempre al medico o alla commissione medica, che non dovrebbe più essere vissuta come uno spauracchio».






