"Fratelli d’Italia non prende lezioni di contrasto alla mafia dalla sinistra e dai suoi giornali di riferimento. Lo conferma la nostra storia ma soprattutto l’azione di questo governo, che da quando è in carica ha assicurato alla giustizia oltre 200 latitanti, alcuni dei quali tra i più importanti e feroci. Ultimo Roberto Mazzarella giusto qualche giorno fa": Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ha commentato così le accuse mosse da un'inchiesta di Report alla premier Giorgia Meloni per una foto casuale con un uomo che avrebbe rapporti con il clan Senese.
"E come non ricordare l’arresto del capo di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, assicurato alla giustizia nel gennaio del 2023. Ecco, il governo Meloni e Giorgia Meloni non hanno bisogno degli insegnamenti di chi liberava nel periodo del Covid i boss al 41 bis, oppure si intratteneva a parlare con i mafiosi mentre faceva visita a Cospito - ha proseguito Bignami -. Usare i selfie per accusare Giorgia Meloni di vicinanza ad ambienti malavitosi è l’ennesima conferma di un’opposizione alla deriva e di un non-giornalismo ormai degradato alla lotta nel fango. Fratelli d’Italia è con il suo presidente fiero di quanto fatto finora e di quei valori di Antimafia dei fatti che altri, purtroppo per loro, non possono fregiarsi”.








