Il Mar Nero è stato teatro di una battaglia fra Mosca e Kiev che ha visto colpite le principali città portuali: quella ucraina di Odessa, dove, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, si registrano tre morti e 16 feriti; e quella russa di Novorossyisk, dove le autorità locali segnalano otto feriti e raid su un terminale petrolifero con l'obiettivo, secondo il ministero della Difesa, di interrompere il flusso di greggio proveniente dal Kazakhstan e diretto in Europa.
Al termine della giornata, il presidente ucraino ha tentato un rilancio sul fronte diplomatico, dicendosi pronto ad una tregua energetica.
"Se la Russia è pronta a cessare gli attacchi al nostro settore energetico, saremo pronti a rispondere allo stesso modo.
Questa è la nostra proposta, tramite gli americani, alla parte russa", ha annunciato Zelensky nel consueto discorso alla nazione. Il capo dello Stato, riferendo dell'attacco della notte tra domenica e lunedì su Odessa, ha detto che "migliaia di famiglie sono rimaste senza elettricità". Ed ha aggiunto che tra le vittime c'è un bimbo di due anni, e tra i feriti "una donna incinta e due bambini", di cui uno "non ha ancora compiuto un anno". Complessivamente, secondo Kiev, nella notte la Russia ha lanciato contro territori ucraini "oltre 140 droni d'attacco".






