Vengono adescati con i videogiochi online e le app di messaggistica. Sedotti con la promessa di laute ricompense. E poi spediti a combattere la guerra in Ucraina. Succede in Africa, dove negli ultimi anni centinaia di persone sono cadute nella rete russa dei reclutamenti.È il caso di due ventenni del Sudafrica, per esempio, che nell’estate del 2024 sono stati adescati su una popolare app di gaming e convinti a partire. Uno di loro è morto pochi mesi dopo nella regione di Luhansk. L’altro risulta disperso.Sono persone con storie e origini diverse, provenienti da zone rurali ma anche urbane, che vengono attirate con l’inganno e la promessa di finti lavori. E tra loro, ci sono anche moltissime donne.Perché la Russia recluta persone in AfricaNel tentativo di compensare le difficoltà dei reclutamenti in patria e ridurre le indennità dovute alle famiglie dei caduti, la Russia sta attirando persone dall’estero, come d’altronde aveva già fatto con la Corea del Nord, che ha messo a disposizione dell’esercito russo migliaia di soldati.Ora, con la guerra entrata nel quinto anno e un bisogno di persone disposte a combattere sempre più elevato, Mosca guarda all’Africa, il continente più giovane del mondo, dove il 60% della popolazione ha meno di 25 anni e oltre un terzo fra i 15 e i 24.La notizia non è nuova, ma ha acquisito maggior risonanza dopo la presentazione al parlamento del Kenya di un rapporto dell’intelligence che parla di oltre mille cittadini keniani arruolati per combattere in Ucraina.Adescati su DiscordI due ventenni sudafricani, per esempio, sarebbero stati adescati su Discord mentre giocavano al videogioco militare Arma 3 e poi convinti a partire in cambio di ingenti stipendi, la cittadinanza russa e la possibilità di proseguire gli studi al termine del servizio militare.Il loro non è un caso isolato: secondo il rapporto del National Intelligence Service (Nis) del Kenya, esisterebbero finte agenzie di collocamento che prendono di mira soprattutto ex militari, ex agenti di polizia ma anche comuni cittadini tra i 25 e i 50 anni, “disperati e alla ricerca di opportunità di lavoro all’estero”, ai quali verrebbero promessi stipendi da 350mila scellini al mese (2.300 euro), bonus di oltre un milione di scellini e la prospettiva di ottenere la cittadinanza russa.A novembre il ministro degli Esteri ucraino, Andrij Sybiha, aveva parlato di oltre 1.400 persone provenienti da 36 paesi africani che starebbero combattendo la guerra in Ucraina per la Russia. Molti sarebbero caduti prigionieri.Non ci sono stime pubbliche invece sugli africani che combattono per Kyiv, ma nel 2022 la Russia ha dichiarato di aver identificato 249 africani in uniforme ucraina.Come scrive The Guardian, il report parla anche di agenzie che collaborerebbero con il personale dell'ambasciata russa in Kenya e dell'ambasciata keniana a Mosca per il rilascio dei visti alle reclute. L’ambasciata russa in Kenya ha però negato ogni coinvolgimento, parlando di “una campagna di propaganda pericolosa e fuorviante”.“Le autorità governative russe non hanno mai effettuato reclutamenti illegali di cittadini keniani nelle forze armate della Federazione Russa”, ha scritto l’ambasciata russa su X.Come funziona l'adescamento delle recluteSe una buona parte delle persone vengono adescate tramite finte agenzie di reclutamento, un’altra fetta viene intercettata su internet con strumenti tecnologici come app di gaming, piattaforme di messaggistica, pubblicità sponsorizzate e influencer, che consentono di ottimizzare e scalare il processo di outreach. Una sorta di funnel digitale che parte da promesse di lavoro e finisce al fronte, sotto i bombardamenti.Tra le piattaforme più usate ci sono ovviamente i social network. Come riporta Addo (African digital democracy observatory), tra giugno e settembre 2025 sul popolare social network russo VKontakte i post promozionali del servizio militare sarebbero aumentati da 621 a 4.600.Poi ci sono gli influencer, che ricevono un compenso per ogni “assunzione” effettuata e si affidano a Telegram per attrarre uomini dalla Costa d'Avorio, dall’Egitto, dal Marocco e dalla Nigeria.Come avvenuto per i due giovani sudafricani, molti adescamenti passano per i videogiochi di simulazione militare come Arma 3. Una volta reclutati, scrive Addo, gli uomini vengono costretti a firmare contratti in lingua russa, spesso senza la presenza di un interprete o di un avvocato, accettando condizioni diverse da quelle originariamente proposte dagli agenti.“Ho parlato personalmente con un ragazzo keniano che era stato arruolato e che poi è riuscito ad andarsene – ha raccontato a Wired Italia Andrea Spinelli Batrile, co-fondatore di Slownews, giornalista del Manifesto, esperto di Africa –. A Nairobi poi ho incontrato i familiari di alcune di queste persone, soprattutto di ragazze: sono tante storie diverse, e non sempre queste persone arrivano da contesti disperati di povertà assoluta o tossicodipendenza, anzi. Spesso si tratta di ragazze e ragazzi che hanno fatto l’alberghiero o le scuole professionali, gente che proviene anche da contesti urbani, non solo dalle zone rurali”.Secondo un report dell'Istituto francese per le relazioni internazionali, alle reclute africane giunte in Russia verrebbero confiscati i passaporti.“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di abusi e maltrattamenti nei confronti delle reclute straniere – ha affermato Kateryna Stepanenko, ricercatrice russa presso l'Istituto per lo Studio della Guerra –. La maggior parte delle volte i russi usano gli stranieri per gli assalti frontali, in modo che truppe russe più esperte possano poi intervenire e avanzare. Un compito che in passato era affidato perlopiù ai detenuti”.Se gli uomini vengono mandati al fronte come carne da macello, le donne vengono spedite perlopiù nella Zes (zona economica speciale) di Alabuga, in Tatarstan, il principale stabilimento russo per la produzione di droni, dove vengono assemblati droni di progettazione iraniana. Secondo un’inchiesta dell’AP News, sarebbero circa 200 le donne reclutate da vari paesi dell’Africa. Avrebbero tra i 18 e i 22 anni e sarebbero state ingannate dietro la promessa di un programma di studio-lavoro. Alcune di loro hanno parlato di una sorveglianza costante, di salari inferiori a quelli promessi e dell’esposizione a sostanze chimiche nelle aree di lavoro che avrebbero provocato irritazioni cutanee e prurito.Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Google, Meta e TikTok hanno rimosso gli account social collegati a questo processo di reclutamento.“Le ragazze finiscono in fabbrica ad assemblare i droni – ha confermato a Wired Andrea Spinelli Batrile –. Molte di loro vengono adescate tramite un giochino online chiamato Alabuga Start o tramite falsi annunci di lavoro pubblicati sui social da agenzie fantoccio. In Kenya il governo dice di averne chiuse 600”.Alle candidate vengono promessi stipendi dai 500 ai 1.380 dollari al mese, voli pagati, alloggio, assicurazione sanitaria e un certificato professionale al termine del programma. Le offerte pubblicizzate parlano di impieghi in settori come ristorazione, hotellerie o produzione industriale.Quali paesi africani sono coinvoltiFinora, Kenya e Sudafrica sono gli unici paesi africani ad aver reagito ufficialmente a questa politica di reclutamento. Ma in diversi paesi del continente sono state aperte indagini e cresce il timore che emergano nuovi scandali politici, simili a quello che ha colpito Duduzile Zuma, figlia dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma, che sarebbe stata coinvolta nel reclutamento di circa 20 uomini sudafricani e del Botswana per l’esercito russo. Il caso ha spinto il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ad aprire un’indagine sul reclutamento di cittadini sudafricani come mercenari. Secondo il governo sudafricano, infatti, nella regione del Donbass sarebbero rimasti bloccati 17 cittadini sudafricani che hanno chiesto assistenza alle autorità.Oltre al Kenya e al Sudafrica, reclutamenti analoghi sarebbero stati segnalati anche in Camerun, Burkina Faso e Uganda. In diversi di questi paesi operano da anni gli uomini del gruppo mercenario russo Wagner, che esercita un’influenza significativa sul piano politico e militare. Il fenomeno trova terreno fertile in un continente segnato da una grave crisi occupazionale, dove la popolazione giovanile cresce più rapidamente dei posti di lavoro disponibili. Secondo Afrobarometer, 121 milioni di giovani africani sono disoccupati o non frequentano la scuola.Un fenomeno ben più ampioMa la Russia non è l’unico attore a cercare combattenti nel continente africano.“Non solo la Russia con la Wagner e l’Africa Korp, ma anche altre società di contractor militari occidentali e turche reclutano in Africa – ha spiegato a Wired Mario Giro, già sottosegretario agli Affari Esteri italiano, tra i massimi esperti di Africa –. L’Africa presenta la particolarità di avere moltissimi giovani (è il continente più giovane con 19 anni di età media), disoccupati e disponibili a buon prezzo. Per questo la Russia recluta lì. Il guaio è che si tratta di giovani inesperti che resistono poco in battaglia. Vengono per lo più usati per lavori di retroguardia, pagati poco e trattati peggio. Il reclutamento non è difficile vista la fame di lavoro che c’è in Africa. Il mercato di quelli che si chiamavano una volta ‘mercenari’ è fiorente. Famoso è il caso dei ‘romeni’, anche se non tutti lo erano, utilizzati dalla Repubblica Democratica del Congo nella regione del Kivu contro l’M23 – un'organizzazione paramilitare della Repubblica Democratica del Congo, ndr –, sconfitti e cacciati. Ma anche lo stato keniano si è lasciato trascinare quando ha messo a disposizione circa 4.000 suoi concittadini per le operazioni di ‘peace keeping’ a Haiti, sotto egida internazionale.La verità è che il mestiere delle armi si sta affermando un po’ dovunque. E in circostanze diverse.
Dal gaming al fronte, così la Russia recluta giovani africani per spedirli in guerra in Ucraina
Il reclutamento militare in Africa attira giovani con videogiochi e false promesse di lavoro, inviandoli a combattere in Ucraina o a lavorare nelle fabbriche di droni in Russia






