"Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese.
Oggi ricordiamo commossi le 309 persone la cui vita fu spezzata dalla violenza del terremoto che nel 2009 colpì l'Abruzzo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.
"Il mio pensiero va anche a tutti coloro che rimasero feriti e a chi, con dignità e determinazione, ha affrontato il dolore e la devastazione che seguirono al sisma - ha aggiunto -. Rinnovo la mia gratitudine alle Forze dell'ordine, ai Vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione Civile e a tutti i soccorritori che, fin dalle prime ore, hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane e assistere la popolazione colpita. Insieme al ricordo di quanto accaduto rinnoviamo l'impegno a proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso, per garantire sempre più sicurezza ai nostri territori".
"Una cicatrice indelebile. Il ricordo delle 309 vittime - ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani -. L'impegno per la ricostruzione e la solidarietà europea. Il Presidente Berlusconi e il suo lavoro incessante per le famiglie delle vittime e per ridare una casa a chi aveva perso tutto. Il terremoto dell'Aquila ha segnato profondamente la mia vita politica e oggi come 17 anni fa fa male il cuore". "Un pensiero a tutti coloro che ancora oggi soffrono per quella terribile tragedia", si legge inoltre nel suo post.











