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5 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 19:21

Il governo cubano ha annunciato il rilascio di 2.010 prigionieri, nell’ambito della Settimana Santa. È il secondo gesto di grazia in meno di un mese (il 12 marzo l’Avana annunciava il rilascio di 51 prigionieri politici), ma anche il più grande indulto dell’ultimo decennio. Un “gesto umanitario e sovrano”, si legge in una nota ufficiale diffusa su Granma, frutto di “un’attenta analisi” dei “fatti commessi” dai detenuti, tenendo in considerazione la “buona condotta” in cella nonché l’estinzione di “una parte consistente” della loro pena.

Tra gli scarcerati – prosegue la nota, che fonda la scelta governativa sulla base dell’articolo 90 della Costituzione cubana – sono presenti “giovani, donne, anziani over 60”, “stranieri” e “cubani residenti all’estero”. Escluse persone imputate di reati gravi, come aggressioni sessuali, pedofilia, omicidio e traffico di droga. Dal 2011 Palacio della Revolución ha concesso oltre 11mila indulti: 553 di essi nel gennaio 2025, su richiesta dell’allora pontefice Francesco, in cambio del ritiro di Cuba dall’elenco Usa di Paesi promotori del terrorismo (misura ripristinata da Trump). Secondo il ministero degli Esteri cubano, la Santa sede ha facilitato anche recenti scarcerazioni, avvenute in “spirito di buona volontà” e “relazioni fluide tra lo Stato cubano e il Vaticano”.