"La morte è sempre in agguato. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell'oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l'idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge".

E' uno dei passaggi più potenti dell'omelia di Papa Leone XIV dalla finestra di San Pietro, la prima omelia di Pasqua da quando è salito al Soglio Pontificio. Ma "il Signore è vivo e rimane con noi - sottolinea il Santo Padre -. Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza".

"È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto. Fratelli e sorelle, la Pasqua del Signore ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno", si rivolge così Leone alla folla di fedeli in piazza, citando l'Esortazione apostolica 'Evangelii gaudium' di Papa Francesco, il suo predecessore, morto il lunedì di Pasquetta un anno fa.