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La campagna del gruppo. Ma il tema è stato introdotto da Valditara già dal 2024

Per la Coop, l'Italia è al punto "zero" sull'educazione affettiva nelle scuole. Non si spiega altrimenti la campagna "dallo zero ai fatti: l'istruzione è uno strumento concreto contro il gender gap", che è stata pubblicizzata in questi giorni. Il noto sistema di cooperative ritiene che la "scuola" sia "il contesto perfetto" per imparare "la lezione". E che negli istituti vadano contrastati "fenomeni di bullismo, odio e violenza contro le donne". Tutto condivisibile a parte l'idea che il nostro sistema scolastico sia fermo al giurassico in materia. Peccato, infatti, che la gestione del ministro Giuseppe Valditara abbia introdotto, peraltro per la prima volta nella storia dei programmi scolastici, l'educazione all'empatia alle relazioni interpersonali e al rispetto della persona.

Insomma, se c'è una nazione europea che in questi ambiti è tutto fuochè al punto "zero", quella è proprio l'Italia. Sia il governo guidato da Giorgia Meloni sia il ministro sono stati, sin dall'insediamento dell'esecutivo, in prima linea sull'educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia. Dando, con interventi concreti, segnali forti di svolta e di attenzione. Infatti i dirigenti del ministero, sentiti in via informale dal Giornale, non possono che manifestare stupore per la campagna promossa dalla Coop. Dalle parti di viale Trastevere hanno subito evidenziato come il percorso di educazione alle relazioni e al rispetto, anche verso la donna, siano ben presenti, tanto nei programmi quanto nelle linee guida. Valditara, con due decreti ministeriali, è intervenuto sul tema dapprima nel 2024 e poi nel 2025. Ecco perché, iniziative come quella della Coop, rischiano di risultare agli occhi dei più un'attività propagandistica. Per appurare quale sia lo stato dell'arte sull'educazione affettiva nelle scuole, abbiamo sentito anche Loredana Perla, coordinatrice della commissione ministeriale di revisione delle indicazioni per il curricolo. E anche la pedagogista, che è a capo del dipartimento della Formazione dell'Università di Bari, è netta nel suo giudizio: "Per la prima volta nella storia dei programmi scolastici, l'educazione all'empatia, alle relazioni interpersonali e al rispetto della persona è stata inscritta nel cuore del curricolo in maniera verticale, dal primo ciclo al secondo come competenza trasversale a ogni disciplina. E non è un'aggiunta ornamentale: si tratta di un cambio di paradigma".