Prima l’ha chiusa a chiave in casa, togliendole il cellulare, poi l’ha costretta subire rapporti sessuali contro la sua volontà. Per questo un libico di 39, residente a Ora (Bolzano), è finito nel carcere di Montacuto, ad Ancona, con le accuse di maltrattamenti in famiglia, revenge porn, sequestro di persona e violenza sessuale aggravata.

Per la vittima, una 44enne brasiliana, l’incubo era cominciato lunedì e si è concluso venerdì, quando è riuscita a scappare approfittando di un momento di distrazione del suo aguzzino: si tratta della ex fidanzata di quello che stentiamo a definire “uomo”. A salvarla, ci ha pensato anche una sua amica, che non riuscendo a contattarla ha chiamato i Carabinieri di Tolentino (Macerata).

I militari l’hanno rintracciata in stato confusionale nei pressi della stazione ferroviaria e poi portata al pronto soccorso di Macerata, facendo scattare il “codice rosso” per garantire alla donna la massima tutela e assistenza specialistica. Sul suo corpo diverse lesioni, frutto delle angherie del libico. Fortunatamente non è in pericolo di vita.

In casa del libico, richiedente asilo nel nostro Paese, i carabinieri hanno trovato 36 grammi di hashish, diverso materiale per il confezionamento della droga e mille euro in contanti, ritenuti provente dell’attività di spaccio. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe costretto l’ex a raggiungerlo, minacciandola di diffondere alcune sue immagini intime.