PADOVA - I lavori termineranno a giugno, come impone il Pnrr che ha messo a disposizione un finanziamento di 8 milioni di euro. Già ora, però, in virtù del fatto che le facciate, sia davanti, che sul retro, sono state ri-dipinte di rosso si può avere un'idea di come sarà il complesso al termine dell'intervento di recupero atteso da 20 anni. È in dirittura, infatti, il cantiere dell'ex Configliachi all'Arcella e a giugno, ultimata la parte edilizia che prevede ancora il completamento delle finiture, inizierà la fase degli allestimenti. Come ha ribadito ieri Andrea Colasio l'obiettivo è di creare un unicum con l'ex Coni, dove sempre con la medesima tempistica sorgerà il Du 30, con all'interno varie funzioni tra cui la più grande biblioteca-mediateca cittadina. I due "ex" sono distanti appena una fermata di tram.
«L'ex Configliachi - ha osservato l'assessore - fino a pochi mesi fa era un simbolo del degrado, mentre adesso è completamente recuperato e fra poco più di due mesi tutte le opere saranno finite. Si tratta di un edificio a "energia zero", cioè a basso consumo, in quanto sul tetto sono stati installati i pannelli solari, ma è dotato pure di sonde geotermiche per produrre elettricità e calore. Il pianterreno verrà adibito spazio espositivo con 400 metri quadrati dove metteranno in mostra le loro opere gli artisti che soggiorneranno nelle residenze del "Du 30". Sopra, invece, troveranno ospitalità sul lato sinistro la scuola di formazione culinaria di Fede Group per personale altamente qualificato, e su quello destro gli spazi dedicati al liceo Concetto Marchesi con aule didattiche, biblioteca e sala conferenze. Tra un anno esatto le attività potranno essere avviate e la gestione rimarrà in capo al Comune. Questo è un progetto importante perché Palazzo Configliachi è la porta d'ingresso alla città nel comparto nord. Era un buco nero ed è stata un'operazione strategica inserire l'intervento di ristrutturazione all'interno del bando Pinqua periferie e assieme al Du 30 viene a configurarsi come un esempio quasi unico di rigenerazione urbana. Nel quartiere avremo 2 strutture culturali imponenti a poca distanza e unite dal metrobus, in stile londinese. Come sognava Piccinato quando scrisse il Piano regolatore nel 1951, l'Arcella non si configura più come una periferia culturale, bensì come una città con servizi essenziali a disposizione dell'intera città».






