"Non possiamo abituarci" a guerre e violenze e Pasqua ricorda che "il male non ha l'ultima parola".
Lo scrive la Cei nel Messaggio di Pasqua.
"Ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini - si legge nel messaggio a firma del presidente, il card.
Matteo Zuppi, e del segretario generale, mons.
Giuseppe Baturi - che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani. Ci addolorano le lacrime dei bambini, le paure dei giovani, l'abbandono degli anziani, la sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall'emarginazione. Non possiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo accettare che il male diventi normale, che la durezza vinca sulla compassione, che l'indifferenza prenda il posto della fraternità".






