Pontremoli – Partiamo dalla fine, anzi dal lieto fine. Tre giorni dopo essere stato rubato a Pontremoli, in località Previdè, Milo è tornato tra le braccia della sua padrona, una bimba di 8 anni. Milo è un barboncino toy, color champagne. La sua storia s’intreccia con quella della banda che, almeno per un anno, ha messo a ferro e fuoco la Lunigiana con furti a ripetizione (la notizia). È il 23 giugno 2025 quando, secondo la tesi dei carabinieri, Valerio e Bryan Baratto raggiungono la Lunigiana in sella a una moto Yamaha Mt-10 con targa clonata. Decidono di fare irruzione in un’abitazione forzando una finestra. Sembrano andare a colpo sicuro: entrano e prendono soltanto Milo, il barboncino di due mesi e mezzo che è della figlia del padrone di casa, Gilberto Perini. Quest’ultimo nelle ore successive lancia un appello ai ladri chiedendo di riportare indietro l’animale, amatissimo dalla figlioletta che non riusciva a darsi pace per il rapimento. Nessuno sa che cosa sia accaduto precisamente, ma, tre giorni dopo, quattro motociclisti abbandonano Milo nella zona di Pontremoli: la scena viene ripresa dalla telecamera di videosorveglianza di una carrozzeria del posto. Milo, dopo poche ore, torna dalla padroncina in lacrime per la felicità. Alcuni sostengono che i ladri si siano fatti impietosire dalla situazione e, dimostrando una sensibilità tutt’altro che scontata, abbiano deciso di tornare sui loro passi. Negli ambienti giudiziari, invece, filtra tutta un’altra tesi che però necessita di conferme visto che sul punto, non trattandosi di un aspetto che rilevava dal punto di vista giuridico, non sono stati compiuti accertamenti. Ecco, gli inquirenti ritengono che la banda sinti si sia liberata del barboncino soltanto perché «non andava d’accordo con gli animali già presenti nel campo nomadi di Navonella, a Sarzana». I carabinieri hanno anche trascritto alcune conversazioni intercettate. Un indagato dice a una donna presente nel campo: «Facciamo vedere il cucciolo che abbiamo preso a casa, è un piccolo barboncino». Il giorno successivo, 27 giugno, gli inquirenti annotano un altro dialogo tra due voci femminili: «Guarda, è troppo bello quel barboncino».
Il caso del barboncino Milo, abbandonato 3 giorni dopo un furto in casa
L’episodio del cane è rientrato tra quelli di cui si sono occupati i carabinieri







