ROVIGO - «Guardati le spalle». È una minaccia, senza ombre di ambiguità, sbattuta con la violenza al centro del cartellone comparso nella notte davanti alla sede della Cgil di via Calatafimi, accompagnata da insulti rivolti alla deputata polesana Nadia Romeo e firmata con il simbolo di CasaPound Italia. Un messaggio lasciato nella notte, affisso in un luogo che probabilmente gli autori hanno ritenuto “simbolico” per la sinistra polesana, che alza il livello dello scontro spostandolo da quello politico a quello personale.
Il cartellone è stato notato nelle prime ore del mattino dai sindacalisti. La frase, insieme agli insulti, non lascia spazio a interpretazioni: non è contestazione, ma intimidazione. L’uomo, ripreso dalla videosorveglianza è stato già individuato e sentito dalla Digos: è un esponente dell’estrema destra a cavallo tra Polesine e Bassa Padovana.
L’episodio arriva all’indomani della protesta alla Camera dei Deputati che ha coinvolto alcuni parlamentari del Partito Democratico, tra cui la stessa Romeo. Durante l’iniziativa sono stati letti articoli della Costituzione in Aula, una forma di dissenso definita pacifica che ha però portato alla sospensione dai lavori parlamentari per cinque giorni. Una decisione che ha acceso il confronto politico e che fa da sfondo a quanto accaduto nella notte a Rovigo.







