Il vento sembra cambiare a Hormuz. Per la prima volta dall'inizio degli attacchi iraniani il 1 marzo, una nave portacontainer che si dichiara con armatore occidentale - nello specifico, francese - ha attraversato lo stretto, secondo i dati di Marine Traffic.

Superando così il blocco di fatto che da oltre un mese tiene migliaia di navi alla fonda nel braccio di mare vitale per i traffici commerciali ed energetici. E mentre arranca il tentativo in seno all'Onu di risolvere la crisi, con il voto in Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione del Bahrein slittato a sabato, prende forma una nuova rotta di Hormuz, alternativa a quella controllata da Teheran: una "via omanita" che costeggia il regno, dalla quale sono già passate tre petroliere, tra cui una di proprietà congiunta giapponese.

La Kribi, battente bandiera maltese e appartenente al gruppo di trasporto marittimo francese Cma Cgm, ha attraversato lo stretto per uscire dal Golfo giovedì pomeriggio. La nave si trovava al largo di Muscat nelle prime ore di venerdì, e trasmetteva ancora il messaggio "armatore Francia" sul suo transponder. I dati di navigazione della nave hanno mostrato che ha attraversato lo stretto tramite il famigerato "casello di Teheran", il corridoio intorno all'isola di Larak sul quale il regime richiede l'autorizzazione e - talvolta - il pagamento di un pedaggio. Finora, nessuna nave legata agli alleati degli Stati Uniti - seppure critici dell'offensiva israelo-americana - era riuscita a passare attraverso la rotta. E non basta una sola imbarcazione legata alla Francia a dare per risolta la crisi, mentre di certo il "casello di Teheran" non può essere accettato come il 'new normal' per i traffici di Hormuz.