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Gli ex parlamentari 5s supportano il fondatore nella battaglia per il simbolo: "È una questione di valori"

"Ma non è che la partenza sprint di Conte in vista delle primarie del campo largo ha avuto l'effetto di resuscitare perfino Beppe Grillo?". La domanda, lanciata lì, come una provocazione, da qualche addetto ai lavori che si aggira nei Palazzi deserti, interroga soprattutto i vecchi saggi del centrosinistra, alla ricerca di una via d'uscita per evitare la corsa dell'avvocato così come quella della segretaria del Pd Elly Schlein. Ma, di fatto, l'accelerazione mediatica di Giuseppe Conte sembra aver rinfrancato quell'universo apolide che ancora ruota intorno al fondatore dei Cinque Stelle.

Insomma, è la sintesi di ciò che si agita nel sottobosco dei grillini della prima ora, "Beppe ce la può fare". Ovviamente, il riferimento è all'ultima impresa del comico. Che per i suoi non è affatto impossibile. Ovvero riprendersi il simbolo del M5s con le carte bollate. "Beppe è determinato e tonico, anche fisicamente", ci dice chi ha avuto modo di sentirlo dopo l'avvio ufficiale della causa legale per riavere l'uso e la titolarità di nome e simbolo dei Cinque Stelle. Resta la delusione, espressa nei messaggi e nelle telefonate con chi gli è vicino, "per quello che è diventato il Movimento, ma anche per il comportamento di molti parlamentari, che sono stati eletti soltanto grazie a lui".