Attivisti per i diritti umani e familiari di detenuti politici venezuelani hanno organizzato una Via Crucis davanti al carcere di El Rodeo I, nei pressi di Caracas, per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri e denunciare le condizioni di detenzione dei loro cari.
I partecipanti alla marcia serale, vestiti con tuniche viola e muniti di candele, hanno seguito le quattordici stazioni della tradizione cristiana. Il corteo è stato guidato da una donna con una statua di Gesù e da un uomo che portava una croce, mentre lungo il percorso venivano recitate preghiere e letti messaggi di speranza per "libertà e pace in Venezuela".
L'iniziativa è partita dall'accampamento allestito dai familiari davanti alla prigione, dove da settimane attendono notizie sui propri congiunti dopo l'approvazione di una legge di amnistia e l'annuncio della liberazione dei detenuti per reati di opinione, che procede tuttavia a rilento. Il percorso si è concluso su una collina vicina, da cui i presenti riescono a comunicare a distanza con i detenuti, che hanno risposto gridando "libertà".
Obiettivo della manifestazione, affermano gli organizzatori, è "rendere visibile il dolore" delle famiglie e ricordare che nel Paese restano detenuti politici sottoposti a "trattamenti crudeli". Secondo gli ultimi dati dell'organizzazione Foro Penal, sarebbero circa 500 i detenuti ancora in carcere.






