Un’atmosfera surreale, dai contorni quasi marziani, ha inghiottito l’isola di Creta nella giornata di mercoledì 1° aprile. Il cielo, il mare e le principali città, a partire dal capoluogo Iraklio, si sono risvegliati avvolti in una densa e spettrale nube arancione. Non si è trattato di un filtro fotografico o di un’illusione ottica, ma di una massiccia tempesta di polvere proveniente direttamente dal deserto del Sahara. Il fenomeno, alimentato da forti e persistenti venti meridionali, ha sollevato enormi quantità di sabbia dal Nord Africa, trasportandole attraverso il Mediterraneo per centinaia di chilometri fino a farle ricadere sul territorio ellenico.

Voli nel caos

L’impatto visivo, per quanto suggestivo e immortalato da centinaia di fotografi, si è scontrato rapidamente con pesanti disagi logistici, colpendo in primis il traffico aereo. All’aeroporto internazionale “Nikos Kazantzakis” di Iraklio, la situazione è degenerata nel giro di poche ore: la visibilità dalla torre di controllo si è drasticamente ridotta a soli 600 metri, una miseria se paragonata ai circa 10 chilometri garantiti in condizioni meteorologiche normali.

L’impossibilità di operare in sicurezza ha costretto le autorità aeroportuali a modificare i piani di volo. Stando a quanto riportato dai media greci, tre aerei di linea che avrebbero dovuto atterrare nel capoluogo cretese sono stati tempestivamente dirottati verso scali alternativi più sicuri, venendo riassegnati agli aeroporti di Atene, Corfù e La Canea (Chania).