Ha risposto a tutte le domande del gip e si è dichiarato innocente rispetto alle accuse che gli vengono contestate, il 17enne originario di Pescara e residente in Umbria arrestato lunedì scorso con l'accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Collegato in videoconferenza dall'istituto di pena minorile di Firenze, il ragazzo ha ricostruito la sua presenza nei gruppi e nelle chat, ma ha detto di non essere un terrorista e di non avere nessun intento bellicoso.

I legali hanno chiesto la revoca della misura o, in via alternativa, la sostituzione con i domiciliari o con una misura meno gravosa. Il pronunciamento del giudice del tribunale per i minorenni dell'Aquila è atteso per i prossimi giorni.

"Non ha mai avuto intenzione di fare nulla di male o di grave - dice l'avvocato Angelo Pettinella, che assiste il 17enne -. È un ragazzo che non ha nessun intento xenofobo, nessuna volontà suprematista, proprio per lo stile di vita che conduce: va a scuola con un ottimo profitto, ha una buona rete di amicizie. Si è ritrovato in questo mondo virtuale quando era poco più che bambino e non ha avuto il coraggio di uscirne, a causa di condizionamenti e minacce, più o meno velate, che lo hanno intimorito".