"Napoli e Istanbul sono città che non si lasciano ridurre a una sola immagine".
Il fotografo partenopeo Giampiero Assumma ha esposto nella città sul Bosforo alcuni scatti in bianco e nero che ritraggono la sua città, catturandone l'anima attraverso i volti e le espressioni dei suoi abitanti, mentre il suo sguardo è rivolto anche verso i dettagli nascosti di Napoli e il suo paesaggio urbano.
"Esporre queste immagini in una città come Istanbul, che ha una storia, una sensibilità e una complessità culturale così profonde, ha reso il dialogo con gli organizzatori e il pubblico particolarmente vivo e stimolante", ha detto Assumma all'ANSA, dopo l'inaugurazione della mostra 'Alla luce di Napoli', aperta nei giorni scorsi su iniziativa del Comitato degli italiani all'estero (Comites) e in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura e con Ifsak, uno dei principali centri fotografici di Istanbul che ospita l'esposizione nella propria sede. La mostra è visitabile gratuitamente fino al 9 aprile, ha già attratto un grande numero di visitatori mentre hanno riscosso successo anche le masterclass dove Assumma ha descritto alcuni tra i suoi lavori più significativi. "Sia a Napoli che a Istanbul le persone sembrano avere un rapporto diretto, quasi fisico, con l'esistenza", ha detto Assumma che vede profondi collegamenti tra le due città mediterranee. "Il Golfo di Napoli e il Bosforo non sono solo elementi geografici, ma veri e propri specchi. I napoletani si rispecchiano nel Golfo, così come gli abitanti di Istanbul si rispecchiano nel Bosforo. Per questo, quando cammino a Istanbul, a volte ho la sensazione di muovermi dentro qualcosa che in parte già conosco: non perché sia uguale a Napoli, ma perché ne condivide alcuni territori dell'anima", ha aggiunto il fotografo.








