PADOVA - Appena 565 minuti in campo, 9 presenze di cui 3 da subentrato, zero gol e zero assist. La storia del Papu Gomez all'ombra del Santo è la perfetta fotografia della stagione del Calcio Padova. Arrivato come colpo pregiato del mercato estivo, dopo aver scontato quella maledetta squalifica per doping e un primo periodo di assestamento, il fuoriclasse argentino aveva cominciato a ingranare. L'esordio nel derby contro il Venezia il 22 novembre. Quindi, sei gare da titolare di fila tra dicembre e gennaio, di cui tre con la fascia da capitano al braccio. Due mesi di crescita evidente, in cui il Papu aveva iniziato a prendersi il centro della scena, mostrando lampi di quella qualità che lo aveva reso uno dei trequartisti più decisivi del calcio italiano. Poi, il 17 gennaio contro il Mantova, la caviglia fa crac.

Da lì in avanti, un lento e inesorabile calvario. Il dolore non passa, le terapie conservative non bastano e anche i tentativi di rientro si trasformano in illusioni. Gomez prova a stringere i denti, ma ogni volta il campo presenta il conto. Lo fa contro il Monza, 63 minuti giocati stringendo i denti, o nella mezz'ora finale contro il Palermo, la dolorosissima ultima partita di Andreoletti. Ma troppo forte il dolore, troppo fragile quella caviglia. Il verdetto, ora, è ufficiale: stagione finita. Il 13 aprile Gomez sarà operato a Pisa, alla Casa di Cura San Rossore, dal professor Niek van Dijk, uno dei massimi esperti mondiali nella chirurgia della caviglia e del piede.