Basta una battuta per beccarsi del fascista. Il caso Pucci avrebbe dovuto insegnare qualcosa, invece non ha insegnato nulla. Giancarlo Magalli è stato accusato di essere un pericoloso nostalgico del Ventennio per aver risposto con ironia a Caterina Balivo nell’ultima puntata del talk La volta buona su Raiuno. La padrona di casa domandava ai suoi ospiti, tra cui Magalli, quale fosse la loro canzone del cuore. Il popolare conduttore, che ha sempre la battuta pronta e veloce, replica spiritosamente. Perché è ovvio che, se citi un brano patriottico scritto nel 1911, che la metà del pubblico non conosce, tu sei ironico. O no? Magalli ha infatti risposto che gli piace molto la canzone Tripoli bel suol d’amore. Gelo.

«Un brano del Ventennio», ha aggiunto, notando le espressioni attonite dei presenti, conduttrice inclusa, ignari del brano testé nominato. Scatta gli ospiti qualche risatina stiracchiata, comprensibile perché quando sei in imbarazzo e/o non capisci la battuta, ridere è la cosa migliore che puoi fare. «Dai, di Gino Paoli?», incalzala conduttrice di Aversa. Magalli dunque si fa serio e risponde: «Ti lascio una canzone, mi piace moltissimo». Si riferiva ovviamente al brano di Gino Paoli interpretato anche da Ornella Vanoni.