Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Savona hanno smantellato un articolato sistema di furti di carburante messo in atto da autotrasportatori impiegati nel trasporto di prodotti petroliferi verso distributori stradali e depositi di stoccaggio. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica locale e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha portato alla luce un meccanismo illecito rodato e diffuso. I furti a Vado Ligure Al centro dell’indagine il deposito fiscale di Vado Ligure, dove gli autotrasportatori coinvolti, approfittando delle operazioni di carico regolarmente autorizzate, sottraevano carburante con modalità ingegnose quanto pericolose. Due le tecniche principali individuate dagli investigatori: da un lato, violente sollecitazioni alle manichette di carico per recuperare il carburante residuo, poi riversato in taniche modificate; dall’altro, l’utilizzo di dispositivi meccanici amovibili che permettevano di deviare parte del carburante direttamente dalle linee di carico attraverso un rudimentale sistema a “rubinetto”. Il prodotto sottratto veniva quindi nascosto sulla motrice delle autocisterne, trasportato fuori dal deposito e immesso sul mercato nero, dove veniva venduto a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli praticati dai distributori ufficiali. Un sistema che, oltre a danneggiare il mercato regolare, rappresentava un serio rischio per la sicurezza, vista la totale assenza di controlli e delle necessarie misure di stoccaggio. Coprivano il savonese e il cuneese Le perquisizioni, eseguite nelle province di Savona e Cuneo nelle abitazioni degli indagati, hanno permesso di rinvenire parte del carburante rubato, conservato illegalmente in ambienti privi dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Complessivamente, i militari hanno sequestrato oltre 3.700 litri di carburante. Sono 15 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per il reato di sottrazione illecita di prodotti petroliferi, mentre altre due sono state denunciate per ricettazione, avendo acquistato il carburante di provenienza illecita. L’operazione ha consentito di interrompere un traffico pericoloso e dannoso, impedendo la diffusione sul mercato di carburante venduto illegalmente da soggetti non autorizzati e privi delle necessarie qualifiche, con potenziali conseguenze sia economiche che per l’incolumità pubblica.