Tra emergenze globali e impegno locale: la visione umanitaria della Croce Rossa Italiana

Intervista al Presidente della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro: “La neutralità è la nostra forza, ma oggi più che mai serve rispetto delle regole umanitarie per salvare vite”

mercoledì 1 aprile 2026 di Carmela De Rose

Lo abbiamo sentito al telefono mentre si trovava in Calabria, nel pieno di una delle sue visite sul territorio, tra incontri con volontari, sopralluoghi e momenti di confronto diretto con le comunità locali. Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, affiancato dal suo portavoce Marco Ottaviani, ci ha concesso questa intervista durante la sua missione tra le province calabresi, confermando ancora una volta quanto sia centrale il contatto diretto con i territori.

Nato a Catania il 1° luglio 1974 e residente ad Acireale, il Presidente vanta un percorso professionale e istituzionale di alto profilo: laureato in giurisprudenza, con specializzazione in scienze delle pubbliche amministrazioni e un master in diritto del lavoro, è stato avvocato cassazionista e oggi ricopre il ruolo di analista di processo nella pubblica amministrazione. Attualmente è anche Consigliere del CNEL nell’XI consiliatura, componente della Giunta per il Regolamento e presidente dell’Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione degli stranieri. Il suo impegno nella Croce Rossa Italiana affonda le radici nel 1993, quando, ancora studente, rimase colpito dall’esperienza raccontata da alcuni volontari durante un’assemblea scolastica. Da allora, ideali, emblema e azione sul territorio hanno guidato un percorso costante e crescente: dagli incarichi nei Giovani CRI – come Ispettore di gruppo, provinciale, regionale e Vice Ispettore nazionale – fino alla fondazione della Scuola Nazionale di Formazione per i Giovani. Nel 2009 è stato eletto Ispettore Nazionale e ha ricoperto anche ruoli a livello europeo. Nel 2016 entra nel Consiglio Direttivo Nazionale della CRI come Vice Presidente Nazionale vicario, incarico poi confermato nel 2020 con delega a Programmi, Formazione e Sviluppo. Nel gennaio 2023, a seguito delle dimissioni di Francesco Rocca, assume per alcuni mesi il ruolo di Presidente facente funzioni, guidando l’associazione in una fase delicata. La sua attività si estende anche al livello internazionale: è membro di piattaforme strategiche del Comitato Internazionale della Croce Rossa e della Federazione Internazionale sulle tematiche dei ricongiungimenti familiari e delle migrazioni, oltre a far parte della Commissione per lo sviluppo del diritto internazionale umanitario presso il Ministero degli Affari Esteri. Ha rappresentato più volte la Croce Rossa Italiana in contesti globali, partecipando a conferenze internazionali e assemblee delle Nazioni Unite. Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni, tra cui la Medaglia d’Oro al Merito della Croce Rossa Italiana, il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il Premio “Ferdinando Palasciano”, oltre alla cittadinanza onoraria di Solferino, luogo simbolo della nascita del movimento. È in questo contesto, tra impegni istituzionali e presenza concreta sul territorio, che si inserisce l’intervista che segue: un confronto diretto su emergenze umanitarie, volontariato e futuro della Croce Rossa Italiana, raccolto mentre era impegnato in prima linea nella sua missione in Calabria.